Buona lettura! 16 giugno 2010 - Bevande dolci e pressione arteriosa e obesità infantile in Italia. Dato che è diverso tempo che non mando news, oggi voglio segnalarvi
ben due studi che mi sono capitati sott’occhio negli ultimi tempi e che mi
sembra doveroso segnalare.
Il primo, pubblicato sulla rivista “Circulation” dello
scorso maggio, a sorpresa pone l’accento sui rischi per la pressione arteriosa
legati al consumo di bevande dolci. Non più solo una limitazione al sale
dunque, ma anche allo zucchero! In questo studio, effettuato su 810 adulti che
avevano partecipato al progetto americano PREMIER, è stato dimostrato come una
riduzione nei consumi delle bevande zuccherate (a parità di altri fattori di
rischio o confondenti), si associano ad una minore pressione arteriosa
proporzionale al numero di bevande assunte.
Il secondo studio invece, tutto italiano con la
partecipazione dell’UNICEF, e pubblicato su un numero recente di “Obesity
Reviews”, mostra delle differenze davvero impressionanti nella proporzione di
bambini obesi e sovrappeso a seconda della Regione di residenza. Lo studio, che
ha coinvolto bambini fra gli 8 e i 9 anni di tutte le regioni italiane ad
eccezione della Lombardia e del Trentino Alto Adige, mostra come al nord la
percentuale di bambini obesi sia oggi pari al 7,5%, mentre al sud arriva ad un
livello più che doppio: 16,6%!
Gli autori dello studio commentano che questo trend in
salita da nord a sud interessa anche molte altre malattie pediatriche ed è da
ascrivere a vari fattori fra i quali le differenze nel sistema educativo, l’aumento
del tasso di povertà da nord a sud e la sempre maggiore difficoltà all’accesso
ai sistemi sanitari, nonché la minore efficienza man mano che si scende lungo
lo Stivale.
17 maggio 2010 - Su SlideShare la seconda lezione "Alimentazione e Diabete". Vorrei segnalare a tutti che ho pubblicato la seconda lezione
"Alimentazione e Diabete", tenuta all'Università del tempo
libero la scorsa settimana, all'interno della mia pagina Slideshare.
Per chi non sapesse di cosa si tratta, Slideshare è
un' applicazione web a cui si possono inviare le proprie presentazioni.
Per sua natura, questo sito può diventare un ottimo
strumento di divulgazione nonché un luogo per scoprire contenuti ed
informazioni che, diversamente, sarebbero stati difficili da reperire. Cliccando sul pulsante Follow
allinterno della mia pagina potrete
iscrivervi al sito e seguire le mie lezioni che carico periodicamente, oltre a quelle sul diabete, anche quelle sull'alimentazione e tumori, o le lezioni che tengo all'Università di Bergamo o ancora, quella
sull'anoressia e bulimia.
Ai colleghi che seguono la mia newsletter consiglio caldamente di
seguire l'esempio e di caricare le proprie presentazioni!
7 Maggio 2010 - Per dimagrire la sola dieta non basta. Vi segnalo quest'interessante articolo del corriere, che fa riferimento ad uno studio recente condotto sulle scimmie e che mostra le reazioni alla restrizione calorica, in termini di attivita' fisica.
20 Aprile 2010 - Tumore alla vescica e consumo di carne. Oggi vorrei segnalarvi questa interessante notizia che leggo su SanitaNews, il quotidiano online di informazione sulla sanità:
Maggior rischio di tumore alla vescica per chi
consuma carne rossa
Mangiare spesso
la carne rossa, e per di più ben cotta, aumenta il rischio di sviluppare cancro
alla vescica, soprattutto in chi presenta alcune varianti genetiche. A
scoprirlo sono stati alcuni ricercatori dell'università del Texas, che hanno
presentato il loro studio all'American Association for Cancer Research. Dallo studio si é
visto che chi consumava più carne rossa aveva un rischio di cancro alla vescica
quasi una volta e mezzo più alto di chi ne consumava poca. Particolarmente
pericolosi da questo punto di vista sono risultate le bistecche di manzo, le
costate di maiale e la pancetta. Ma anche il pollo e il pesce, se fritti, sono
rischiosi da questo punto di vista. Ad influire é anche il livello di cottura
della carne. Chi la mangia molto cotta ha infatti un rischio due volte piu'
alto di cancro alla vescica rispetto a chi la mangia al sangue, a causa delle
sostanze cancerogene che si sviluppano con la cottura soprattutto se prolungata. Infine, chi
presenta particolari varianti genetiche, che interagiscono con il consumo di
carne rossa, ha una maggiore rischio di ammalarsi.
30 Marzo 2010 - Auguri e uova al cioccolato. Il cioccolato fondente, che contiene il 70% almeno
di pasta di cacao, apporta quantità importanti di polifenoli, degli
antiossidanti in grado di prevenire le malattie croniche come il
cancro e i disturbi cardiocircolatori. In particolare il cioccolato
contiene i flavanoli, per lo più catechine e epicatechine che gli derivano dal cacao naturale. E'
importante sapere che il cioccolato al latte non ha le stesse
proprietà, dal momento che il latte "sequestra", cioè lega questi
polifenoli, impedendo loro di svolgere le loro funzioni antiossidanti.
Il consumo di 50 g di cioccolato fondente al 70% permette di
apportare circa 300 mg di queste sostanze, il 50% in più rispetto alla quantità
di polifenoli contenuti in una tazza da 250 ml di té verde e il doppio
di quanto contenuto in un bicchiere di vino da 125 ml. Purtroppo, e
qui iniziano le noti dolenti, anche il contenuto calorico è molto
superiore. Gli stessi 50 g di cioccolato fondente apportano infatti
270 kilocalorie, contro le 0 kilocalorie del tè (30 - 40 se dolcificato
con un cucchiaino di zucchero) e le 95 di un bicchiere di vino.
Inoltre, in un editoriale comparso
qualche anno fa sulla rivista scientifica Circulation, metteva in guardia circa la possibilità che il cioccolato che
si compera a livello commerciale non sia in realtà così ricco di
antiossidanti. E' infatti il cacao naturale a contenerne elevate
quantità, ma ciò che influenza il contenuto di flavonoidi della
"stecca" di cioccolato che troviamo sui banconi del supermercato
dipende dai processi con cui si ottiene la polvere di cacao e, successivamente, il prodotto finale. I
flavanoli (che abbiamo detto essere la classe di flavonoidi
maggiormente rappresentati in questi prodotti) sono particolarmente
amari. Per questo motivo molte industrie tendono ad applicare al
cacao dei trattamenti per distruggerli. Il contenuto antiossidante
finale del cioccolato rischia quindi di non essere davvero molto elevato....
Rimane
quindi il dubbio che sia meglio bersi una tazza e mezza di té verde,
piuttosto che mangiare 50 g di cioccolato. Per il pranzo di Pasqua
però, volendoci togliere uno sfizio, almeno consumiamo il cioccolato
fondente così da sfruttarne se non altro le potenzialità antiossidanti, sperando ne rimangano!
Auguri a tutti voi e ai vostri cari per una serena Pasqua in famiglia (o dove più vi piace!).
24 Febbraio 2010 - Il pane può aiutare a prevenire cardiopatie e diabete.
Buongiorno! Vi segnalo questa interessante notizia apparsa sul quotidiano online Sanità News:
IL PANE PUO' AIUTARE A PREVENIRE LE CARDIOPATIE E IL DIABETE. A
seconda del frumento utilizzato, il pane puo' aiutare a prevenire le
cardiopatie o il diabete di tipo 2. Lo ha scoperto un gruppo di
ricercatori finanziato dall'Unione Europea. Il pane di frumento integrale e' un'alternativa
migliore del pane bianco. Allo stesso modo una dieta a base di frumento
integrale puo' contribuire al benessere e a una migliore salute
complessiva, perche' il frumento integrale contiene piu' fibre,
vitamine e minerali.
Sempre piu' studi, inoltre, hanno dimostrato
che l'assunzione sia di frumento integrale che di fibre alimentari di
cereali puo' proteggere dalle malattie croniche spesso dovute alle
abitudini sedentarie. Lo scopo del progetto 'Healthgrain' è comprendere le attese e gli atteggiamenti dei
consumatori, e condurre ricerche avanzate sui composti di frumento
integrale che proteggono la salute. Lo studio intende suggerire
l'acquisto e il consumo di alimenti sani, gustosi e convenienti che
contengano questi componenti protettivi in maggiore quantita' e
posseggano la capacita' di prevenire differenti tipi di malattie. In particolare, sembra che la segale (soprattutto quella integrale) abbia delle caratteristiche più sane rispetto al pane bianco di frumento.
3 Febbraio 2010 - Comportamento alimentare e obesità giovanile: i risultati di uno studio inglese.
In
uno studio di intervento condotto su un centinaio di ragazzi inglesi e
pubblicato sul British Medical Journal del 30 gennaio 2010, è stato dimostrato che una riduzione
della velocità di ingestione del cibo ai pasti si associa con una maggiore
diminuzione dellindice di massa corporea e della massa adiposa corporea.
Lo studio è stato condotto utilizzando uno strumento che,
monitorando la diminuzione del peso del piatto in cui i ragazzi mangiavano,
forniva dei segnali per aumentare o ridurre la velocità del pasto monitorando
in contemporanea il senso di sazietà.
I ragazzi che, oltre a ricevere
informazioni sulla corretta alimentazione da parte del nutrizionista hanno
utilizzato questo dispositivo, dopo un anno hanno mostrato una maggiore
riduzione dellindice di massa corporea rispetto ai ragazzi ai quali non è stato
fornito lo strumento. Inoltre, è stata misurata una diminuzione più marcata
della massa adiposa e un miglioramento dei parametri del colesterolo.
E' ormai noto da tempo che l'obesità si associa spesso ad una velocità eccessiva di ingestione del cibo durante i
pasti. Questo studio sottolinea quindi limportanza, nell'ambito della prevenzione dell'obesità giovanile, di nutrirsi ad una
velocità più moderata, in modo da facilitare larrivo del senso di sazietà.